La risorsa idrica sta diventando sempre più preziosa. Recenti dati dell'Unesco indicano che la quantità d'acqua dolce disponibile procapite si è dimezzata nell'ultimo mezzo secolo, passando da circa 17.000 a poco più di 7.000 metri cubi. A contribuire a questa evoluzione ci sono la diminuzione delle precipitazioni atmosferiche, l’inquinamento delle acque superficiali da scarichi urbani, industriali e chimico-agricoli,le dispersioni lungo le reti idriche e gli sprechi d'acqua.
In questo senso AIMAG ha intrapreso la sfida di chiudere il ciclo idrico per rendere sostenibile sia dal punto di vista ambientale che economico l’utilizzo della risorsa idrica. Ciò è avvenuto con la realizzazione dell’acquedotto industriale di Carpi.
L’impianto di depurazione di Carpi, in funzione dal 1984, ha una potenzialità di trattamento pari a 150.000 abitanti equivalenti. Dal 1999 è in funzione il trattamento di filtrazione finale con cui si ottiene la completa decolorazione delle acque scaricate dal depuratore nel canale ricettore (circa 14.000.000 mc/a). Gli impianti di riqualificazione dei reflui con ozono per il riutilizzo industriale sono entrati in funzione dal 2002 con una capacità produttiva di acqua industriale di 650.000 metri cubi annui risparmiabili in acqua potabile,che verrà così riservata ai soli usi civili. L’acquedotto industriale punta, oltre che sulla decolorazione di tutte le acque scaricate e sul risparmio di acqua potabile, anche su una migliore qualità del servizio di distribuzione dell’acqua potabile, separando l’approvvigionamento industriale da quello civile. Le aziende possono così contare su una maggiore disponibilità d'acqua ad un minor costo: l'acqua dell'acquedotto industriale è, infatti, soggetta ad una tariffa speciale, inferiore rispetto a quella dell’acquedotto pubblico.