Impianto semovibile trattamento e recupero rifiuto lignocellulosico

In un’ottica di costante miglioramento della sostenibilità territoriale, AIMAG ha intrapreso un percorso per trasformare la gestione dei rifiuti lignocellulosici in un vero e proprio modello di economia circolare. Il progetto, che si è aggiudicato il sostegno del bando della Regione Emilia-Romagna “Economia Circolare 2025 – Linea 2.6.1”, nasce per dare una risposta concreta ed efficiente a una sfida quotidiana: la gestione di sfalci, potature e scarti vegetali derivanti dalla raccolta sul territorio.
Trasformare le criticità in risorse
Nei periodi di picco stagionale, la produzione di scarti vegetali aumenta in modo esponenziale, mettendo a dura prova i sistemi di stoccaggio e costringendo spesso al trasporto del materiale verso impianti terzi per lo smaltimento e il recupero. Questo processo non solo comporta complessità logistiche e costi maggiori, ma incide anche sull’impronta ambientale a causa delle emissioni legate ai trasporti.
Per affrontare questa problematica AIMAG ha scelto di introdurre un sistema semovente di trattamento. Composto da un caricatore frontale industriale e da una cippatrice, questo impianto permette di trasformare direttamente il rifiuto legnoso in cippato certificato end-of-waste, ovvero in materia prima seconda idonea a nuovi impieghi in ambito energetico, industriale o ambientale (es. materiale filtrante e valorizzazione energetica).
Un investimento per il futuro del territorio
L’investimento consentirà un aumento sostanziale dei volumi di rifiuto lignocellulosico avviati a recupero, riducendo quelli destinati ad impianti terzi, garantendo così una gestione più efficiente, tracciata e sostenibile del rifiuto.
Dal punto di vista tecnico, il caricatore industriale garantirà l’alimentazione del materiale da trattare, mentre la cippatrice ne permetterà la riduzione volumetrica e la preparazione secondo gli standard richiesti per l’ottenimento della qualifica di end-of-waste.
L’intervento avrà impatti diretti sull’ottimizzazione del servizio, sulla riduzione dei costi di trattamento, sulla diminuzione delle emissioni correlate al trasporto e sull’efficientamento dell’intero ciclo di gestione del verde urbano.
Rispetto al modello attuale, il miglioramento sarà misurabile: si stima un incremento significativo del quantitativo di rifiuto trattato e reimmesso come materia prima seconda. Il progetto contribuirà, in sintesi, a rafforzare la filiera della circular economy locale, attivando un processo innovativo, replicabile e coerente con le politiche regionali e nazionali in materia di transizione ecologica e gestione sostenibile dei rifiuti.